Domande frequenti

Perché andare dallə psicologə?

Nella nostra società è ancora diffusa l’idea che “dallə psicologə ci vadano solo lə pazzə”, o che sia segno di debolezza non riuscire a risolvere le proprie difficoltà in autonomia. Tutte queste sono convinzioni profondamente sbagliate: decidere di chiedere aiuto rivolgendosi a unə psicologə è segno di coraggio, di desiderio di cambiare e di prendersi la responsabilità di essere questo cambiamento, diventando lə attorə della propria vita.

Quali sono le motivazioni più frequenti che ci si da?

Quando rivolgersi a unə psicologə

In caso di:

  • disturbi d’ansia e attacchi di panico
  • depressione e altri disturbi dell’umore
  • fobie
  • disturbo post traumatico da stress
  • dipendenze
  • disturbi nella sfera sessuale
  • difficoltà di coppia
  • anoressia
  • bulimia
  • binge-eating
  • disturbi somatici (colon irritabile, cefalea tensiva, dermatiti ad eziologia funzionale, fibromialgia…)
  • difficoltà nella sfera lavorativa
  • supporto alla genitorialità
  • supporto al cambiamento

Non vado dallə psicologə perché servono troppi soldi

Sicuramente per rivolgersi a unə professionistə (di qualsiasi ambito si stia parlando) sono necessari dei soldi. Ma lə psicologə diventa un investimento per la propria salute – a breve e a lungo termine. In che senso “investimento”? Nel senso che i soldi spesi verranno “recuperati” iniziando a vivere più pienamente la propria vita, con soddisfazione e serenità. Chiedere aiuto è sinonimo di coraggio, ma non solo, perché permette di evitare che i sintomi, le difficoltà, causa di sofferenza e malessere, peggiorino, facendo spendere soldi non solo per cercare di risolverli, ma anche facendo allungare i tempi in cui potersi dire “sono soddisfattə, sono felice, mi sento bene”.

Non ho tempo per andare dallə psicologə

Sicuramente la nostra società ci porta a vivere in modo frenetico. Lavoro, casa, università, bollette, supermercato… però c’è da dire che lə psicologə impegna massimo 1 ora alla settimana (in alcuni casi 1 ora ogni 2 settimane) e se prendiamo in considerazione le consulenze on-line, vengono eliminati anche i tempi degli spostamenti.

“E se invece è il percorso stesso a durare troppo?” In alcuni casi ci vuole del tempo – come in ogni cosa – ma è un tempo proporzionale alla soluzione della difficoltà che causa la sofferenza. In generale non c’è una regola standard, i variano individualmente. In linea di massima, però, le tempistiche verranno esplicitate nel corso dei primi incontri.

Potrei non trovarmi bene

Domanda più che lecita. La relazione terapeutica è, appunto, una relazione tra 2 persone ed effettivamente lə psicologə può starti antipaticə, puoi sentirti giudicatə… Diciamo subito che questi problemi possono essere risolti praticamente subito tramite una conoscenza reciproca, ma in generale, il rapporto terapeutico può essere interrotto nel momento in cui non dovessi più sentirti a tuo agio.

Sono abbastanza bravə da poter risolvere le mie difficoltà in autonomia.

Se c’è una cosa che noi esseri umani sappiamo fare bene è adattarci, e spesso è quello che succede quando ci troviamo davanti a difficoltà, paure, disagi: ci adattiamo alle difficoltà esistenziali e ai conseguenti sintomi. Però, i sintomi psicologici non sono altro che un segnale del fatto che il tentativo che stiamo facendo per adattarci nel mondo in cui ci troviamo è disfunzionale e non sta funzionando. Un tentativo autonomo efficace è quello di riconoscere la propria sofferenza e rivolgersi a qualcunə di espertə che possa aiutarti a riprendere in mano la tua storia, attuando un cambiamento dei modi di fare esperienza.